La raccolta differenziata in Campania

Secondo i dati pubblicati nell’ultimo Rapporto Rifiuti dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), nel 2014 in Campania sono state prodotte circa 2,56 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, che corrispono in media a 437 chilogrammi per abitante. Questo valore appare in leggerissimo aumento rispetto al 2013 (434 Kg/ab.), ma resta al di sotto della media nazionale (circa 488 kg/ab.).

Nel 2014 la percentuale della raccolta differenziata (RD) è cresciuta di 8,2 punti rispetto al 2013, raggiungendo il 47,6%: la Campania ha ormai superato la percentuale nazionale di RD (45,2%) e la regione è seconda nel Sud Italia, dopo la Sardegna. I rifiuti raccolti in modo differenziato sono stati in totale 1,22 milioni di tonnellate.

Scendendo sul territorio, osserviamo che la Provincia di Benevento, con il suo 68,9% di RD, è la più virtuosa in assoluto, riuscendo già nel 2014 a superare l’obiettivo di legge del 65%. Seguono le Province di Avellino e Salerno, rispettivamente con il 57,1% e 57,4%; mentre la Provincia di Caserta è prossima a raccogliere in modo differenziato quasi la metà dei rifiuti urbani prodotti, la Città metropolitana di Napoli (in cui però risiede ben il 53% di tutta la popolazione della Campania!) raggiunge quasi il 42% di RD.

L’organico, ovvero la frazione dei rifiuti che include l’umido, gli sfalci e le potature, anche per il 2014 costituisce la “spina dorsale” di tutta la raccolta differenziata in Campania, con 115 kg raccolti per ogni abitante; in Italia solo 5 regioni hanno fatto meglio (Sardegna, Trentino-Alto Adige, Marche, Veneto ed Emilia-Romagna).

Le altre categorie dei rifiuti della RD più importanti (in peso) sono carta e cartone (35,13 kg/ab.), vetro (24,45 kg/ab.), ingombranti (12,32 kg/ab.) e plastica (10,80 kg/ab.). In misura minore contribuiscono le raccolte di legno (2,67 kg/ab.), metalli (2,48 kg/ab.), rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE, 2,16 kg/ab.), rifiuti tessili (1,89 kg/ab.) e le raccolte selettive (pile e batterie, farmaci, oli minerali e vegetali e altri rifiuti: complessivamente appena 0,57 kg/ab.).

Fig. 1 – La composizione della raccolta differenziata intercettata in Campania (anno 2014)

La composizione della raccolta differenziata intercettata in Campania (anno 2014)
 
Fonte: elaborazione su dati ISPRA
 

La raccolta differenziata, pur avendo raggiunto un buon livello complessivo, tuttavia può ancora migliorare, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. I risultati di raccolta per abitante di tutte le frazioni tranne l’organico e gli ingombranti, infatti, risultano inferiori rispetto a quelli nazionali: le tipologie di rifiuti rappresentate in giallo nella figura 1 sono quelle con ulteriori margini di sviluppo.

Inoltre, dall’analisi dei dati forniti dai Consorzi di filiera del CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), che sulla base di specifiche Convenzioni riconoscono dei corrispettivi per la raccolta differenziata degli imballaggi, emerge che nelle raccolte della carta e dei metalli vi è una percentuale di impurità superiore rispetto alla media nazionale. Ciò determina minori entrate per i Comuni.

Le performance dei Comuni
 

L’analisi della produzione dei rifiuti su base comunale, rappresentata nelle figure 2 e 3, consente di evidenziare alcuni elementi molto interessanti.

Fig. 2 – Produzione pro capite annua dei rifiuti urbani per Comune. Anno 2014

Produzione pro capite annua dei rifiuti urbani per Comune. Anno 2014

Fonte: elaborazione su dati ISPRA

In ben 321 Comuni su 550 (l’88% del totale) la produzione pro capite di rifiuti è inferiore a 365 kg/ab.: tranne alcune eccezioni, si tratta per lo più di aree rurali o periurbane nelle quali vive il 67,7% della popolazione regionale complessiva.

I Comuni caratterizzati da una elevata produzione di rifiuti (oltre 485 kg/ab. nel 2014) sono soprattutto quelli più popolosi, a maggiore densità abitativa e quelli turistici. Essi si concentrano lungo la costa e nelle Province di Napoli, Caserta e Salerno.

È anche importante evidenziare che il 60% di tutti i rifiuti della Campania è prodotto da soli 49 Comuni, nei quali vive il 55,6% della popolazione regionale.

Rispetto alle percentuali di raccolta differenziata, 189 Comuni su 550 (vi risiede il 16% della popolazione totale) hanno raggiunto e ampiamente superato l’obiettivo di legge del 65%. Tra di essi prevalgono i Comuni rurali, ma tra i più virtuosi figurano anche grandi realtà urbane come Pozzuoli, Battipaglia e Acerra.

Sono appena 20 i Comuni in ritardo sulla tabella di marcia: concentrati tra Caserta e Napoli, essi presentano una percentuale di RD inferiore al 35% e vi risiede il 21% della popolazione regionale, anche se queste realtà corrispondono al 4% del totale.

Fig. 3 – Percentuale di raccolta differenziata per Comune. Anno 2014

Percentuale di raccolta differenziata per Comune. Anno 2014
 
Fonte: elaborazione su dati ISPRA


Alcune informazioni sul trattamento dei rifiuti
 


Negli ultimi anni i risultati della Campania su produzione e gestione dei rifiuti urbani sono notevolmente migliorati, ma permangono le difficoltà legate al loro trattamento, determinate dall’inadeguatezza del sistema impiantistico. Aumenta la raccolta dell’organico, ma il trattamento di questo rifiuto è effettuato principalmente fuori Regione e questo determina costi complessivi più elevati. I 5 impianti di compostaggio presenti sul territorio, infatti, coprono solo l’8% del fabbisogno regionale di trattamento.

Fig. 4 - Stima del flusso di gestione dell’organico. Anno 2014

Stima del flusso di gestione dell’organico. Anno 2014
 
Fonte: elaborazione su dati ISPRA


Diminuisce il rifiuto urbano non differenziato, trattato in 7 impianti regionali (6 dei quali sono STIR, ovvero impianti di “tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti”) alcuni dei quali ormai appaiono sovradimensionati rispetto al flusso attuale. I prodotti che fuoriescono da questi impianti (pari al 94% di quello che vi entra) vengono poi avviati principalmente a incenerimento (70%) e a smaltimento in discarica (16%).

L’unico termovalorizzazione della Campania (quello di Acerra) nel 2014 ha gestito circa 692 mila tonnellate di rifiuti, provenienti quasi esclusivamente dal trattamento dei rifiuti urbani (687 mila tonnellate).

Grazie all’incremento della raccolta differenziata, nel corso degli ultimi anni la quantità di rifiuti urbani smaltiti in discarica è diminuita; la carenza di tali impianti ha tuttavia determinato un aumento della “emigrazione” dei rifiuti fuori Regione. Di conseguenza, la percentuale di rifiuti urbani smaltiti in discarica sul totale di quelli prodotti, che è pari al 9%, risulta poco significativa, essendo calcolata solo sugli impianti regionali. Secondo le stime condotte dall’ISPRA, invece, questo tasso salirebbe al 12% considerando anche le quantità prodotte e smaltite fuori regione.

Provincia di Avellino

Provincia di Benevento

Provincia di Caserta

Provincia di Napoli

Provincia di Salerno