La raccolta differenziata in provincia di Caserta

Nel 2014 la provincia di Caserta ha prodotto il 17% di tutti i rifiuti urbani della Campania: si tratta di quasi 434 mila tonnellate, pari in media a 468,88 chilogrammi per abitante. Rispetto al 2013 la produzione dei rifiuti appare in diminuzione ma aumenta la differenza tra la produzione media provinciale e quella regionale (436,83 kg/ab.): ogni anno ciascun cittadino della provincia di Caserta è come se accumulasse una sorta di “debito” ambientale, producendo ben 32 kg di rifiuti urbani in più rispetto alla media regionale.

La raccolta differenziata (RD) rispetto al 2013 cresce di 7,7 punti percentuali e raggiunge il 49,1%: la provincia è ancora molto distante dall’obiettivo del 65% di RD, ma si posiziona sopra il dato medio regionale (47,6%).

Per valutare le performances della provincia di Caserta in materia di gestione dei rifiuti urbani, i principali indicatori di produzione pro capite di rifiuti urbani e percentuale di RD sono stati confrontati con quelli delle altre province, della Città Metropolitana di Napoli e con i valori medi nazionali e regionali; nei due grafici che seguono il dato regionale è posto come origine degli assi.

Sulla produzione pro capite di rifiuti urbani, la provincia di Caserta è la realtà meno virtuosa della Campania, superando anche la Città metropolitana di Napoli con la quale, tuttavia, presenta forti somiglianze.

Fig. 1 – La produzione media pro capite di rifiuti urbani della provincia di Caserta rispetto alle altre realtà sovracomunali (anno 2014)

La produzione media pro capite di rifiuti urbani della provincia di Caserta rispetto alle altre realtà sovracomunali (anno 2014)
 
Fonte: elaborazione Ancitel su dati ISPRA
 
Molto distante per produzione pro capite di rifiuti urbani e percentuale RD risulta la performance della provincia di Caserta da quella di Benevento e, con un margine più contenuto, di Avellino. Per percentuale di RD la provincia, prossima al 50%, supera la media nazionale, regionale e, soprattutto, della Città metropolitana di Napoli (41,9%).

Fig. 2 – La percentuale media di raccolta differenziata della provincia di Caserta rispetto alle altre realtà sovracomunali (anno 2014)

La percentuale media di raccolta differenziata della provincia di Caserta rispetto alle altre realtà sovracomunali (anno 2014)
 
Fonte: elaborazione Ancitel su dati ISPRA

Le realtà provinciali a maggiore concentrazione demografica anche in Campania, come a livello nazionale, mostrano andamenti opposti tra produzione pro capite dei rifiuti urbani e percentuale di RD, registrando elevati livelli di produzione dei rifiuti urbani e minori percentuali di RD. Questo fattore è sicuramente da mettere in relazione alla maggiore complessità che comporta organizzare un servizio di raccolta in grado di produrre risultati importanti in territori più articolati e complessi. L’assenza di modelli di intercettazione più distribuiti e capillari (sul modello del porta a porta, ad esempio) inevitabilmente agevola quei processi di assimilazione dei rifiuti “speciali”, ovvero prodotti da attività economiche, ai rifiuti urbani, prodotti, invece, dalle utenze domestiche o assimilate tali: conseguenza di tale fenomeno è il livello di produzione media dei rifiuti urbani che viene calcolato semplicemente dividendo la produzione totale per la popolazione residente.

La composizione della raccolta differenziata in provincia di Benevento
 


In provincia di Caserta, come nella media regionale, la più importante frazione di rifiuto oggetto di raccolta differenziata è l’organico - che include al suo interno l’umido, gli sfalci e le potature: la quantità complessivamente intercettata di tale materiale (144,35 kg/ab.) supera di quasi 30 kg/ab. il risultato regionale (115,40 kg/ab.).

Le altre frazioni rilevanti in peso e percentuale sul totale della RD prodotta sono quelle della carta (31,24 kg/ab.), del vetro (24,74 kg/ab.), degli ingombranti (12,28 kg/ab.), della plastica (4,3 kg/ab.), del metallo (2,0 kg/ab.), dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE 1,89 kg/ab.), dei tessili (1,77 kg/ab.) e del legno (1,46 kg/ab.). Tra tutte le frazioni considerate, anche la raccolta del vetro della provincia di Caserta ha superato, seppur leggermente, il risultato medio regionale (24,45 kg/ab.)

Fig. 3 – La composizione della raccolta differenziata intercettata in provincia di Caserta (anno 2014)

La composizione della raccolta differenziata intercettata in provincia di Caserta (anno 2014)
 
Fonte: elaborazione Ancitel su dati ISPRA
 
Le performance dei Comuni
 


Nel 2014 sono 10 i Comuni provinciali, equivalenti al 8% dell’intera popolazione, a mancare ancora il vecchio obiettivo del 35% di raccolta differenziata: tranne Castel Voltuno (con oltre 25.000 abitanti), si tratta principalmente di medio-piccoli Comuni.

I più virtuosi, ad aver superato la percentuale del 65% di RD, sono 21 Comuni, dove si concentra il 14% della popolazione. Anche in questo caso si tratta di piccole-medie realtà demografiche, tra le quali emerge la performance di Sessa Aurunca: 70,15% di RD e 21.871 abitanti.

Nel range intermedio si collocano 73 Comuni su 104 dove risiede il 78% della popolazione complessiva provinciale: qui si ritrovano quasi tutte le grandi realtà demografiche della provincia, compreso lo stesso Comune di Caserta con il 48,53% di RD.

Per conoscere i dati di dettaglio dei singoli Comuni è possibile consultare la sezione La Raccolta differenziata del tuo Comune.

Fig. 4 – Percentuale di raccolta differenziata per Comune. Anno 2014

Percentuale di raccolta differenziata per Comune. Anno 2014
 
Fonte: elaborazione Ancitel su dati ISPRA